Vrijdag 17 mei 2024 - Sulle tracce di un motto d’amore e d’amicizia : Conferenza da tenere da Attilio Motta

Come un’inchiesta, Attilio Motta segue le tracce del fortunato motto latino  Hyeme et aestate, prope et procul, usque dum vivam et ultra («D’inverno e d’estate, vicino e lontano, finché vivrò e oltre»), fin da quando compare nelle prime pagine di Una questione privata di Beppe Fenoglio e nel noto Daniele Cortis di Antonio Fogazzaro, per risalire, attraverso le epigrafi di due monumenti perduti, alle sue origini nel classicismo settecentesco.

 

L’indagine prosegue con la preistoria del motto nel medioevo e nell’iconografia rinascimentale dell’amicizia. Terminato il percorso a ritroso, si ripercorreranno quindi le tappe della fortuna moderna del motto soffermandosi sulla sua straordinaria diffusione tra    Ottocento e Novecento, con le sue sorprendenti riprese, da Ada Negri a Jolanda, da Buonaiuti a Bertold Brecht, fino a Elsa Morante, e avanzando un’ipotesi nuova (e cinematografica) per la fonte della sua conoscenza da parte di Fenoglio. Un viaggio appassionante nella letteratura di autori e periodi lontani tra loro, che attraversa anche altre e diverse discipline, dalla storia dell’arte all’architettura dei giardini, dall’iconografia all’emblematica, dalla filologia alla storia del cinema

 

Attilio Motta (Lecce, 1971) è professore associato di letteratura italiana all’Università di Padova. Si è occupato di poesia popolare del Trecento (Cantari della Reina d’Oriente di Antonio Pucci, con William Robins, Bologna 2007), di Ippolito Nievo, di cui ha curato per l’Edizione Nazionale gli Scritti politici e d’attualità (Venezia 2015) e gli Scritti di letteratura (ivi 2023) e sulle cui scritture giornalistiche ha scritto una dozzina di saggi, e di Novecento, cui ha dedicato la sua prima monografia (L’intellettuale autobiografico, Lecce 2003) e numerosi saggi, su narratori (Pavese, Calvino, Primo Levi), sui rapporti tra letteratura e cinema (transcodifiche, Nelo Risi, Amelio, Sorrentino e i registi/scrittori, cinema e romanzo) e, da ultimo, sulla fortuna letteraria di una frase latina (Storia d’un motto d’amore e d’amicizia, Venezia 2022).

 

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